Bellusco - Guida Turistica

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.: BELLUSCO
 Bellusco è un comune di 6.070 abitanti della provincia di Monza e Brianza.
 Bellusco sorge in mezzo alla pianura non lontano dalle colline moreniche della Brianza e dalle Prealpi lombarde su cui spiccano le creste della Grigna (m. 2.410) e del    Resegone (m. 1.975). La favorevole posizione geografica è sottolineata dal fatto che si trova a metà strada fra Milano e Bergamo, in una zona compresa tra il fiume Adda a est e il torrente Molgora a ovest. Il paese, posto sulla direttrice di grandi vie di comunicazione, costituisce un importante nodo di smistamento dei traffico e del commercio tra il milanese, il comasco e il bergamasco soprattutto in seguito alla costruzione dei nuovo tratto provinciale Bellusco-Gerno. Il centro storico è costituito dal castello quattrocentesco e da alcune corti, risalenti al '600, che gravitano intorno alla piazza principale dei paese (P.zza Fumagalli) dalla forma triangolare, dove convergono le strade che provengono da Vimercate, Ornago, Busnago e Sulbiate . Per chi giunge da Vimercate, Bellusco appare come un'ordinata teoria di case che si librano da un capo all'altro di un modesto altipiano su cui dominano la torre dei castello e il campanile della chiesa parrocchiale. Il paesaggio belluschese, anche se presenta il tipico aspetto della pianura lombarda, non è uniforme né monotono perché è modellato da una serie di avvallamenti e di dossi originatisi in seguito all'azione dei diluviali del Ouaternario. Il territorio è solcato da piccoli corsi d'acqua: la Cava e il rio Vallone. E’ coltivato a cereali e a foraggio; i boschi occupano vaste aree al confine con i terreni argillosi delle brughiere. Nella zona sud-orientale, adibita a "riserva di caccia", trova rifugio la modesta fauna locale:lepri,fagiani,storni ecc.
 Il Comune appartenente alla provincia e diocesi di Milano, dista dal capoluogo lombardo km. 28,1 (riferito a P.zza Duomo); km. 12 da Monza; km. 3 da Vimercate. Si trova a una altitudine di 214 m. sul livello dei mare e si estende su una superficie di 6,48 kmq., pari a 648 ettari. Il territorio comprende le frazioni e cascine di Cantone, S. Nazzaro, S. Martino, Bellana, Camuzzago, Mosca, S. Giuseppe, Turro. La popolazione, che nel  1861 era di 1483 abitanti, è andata via via crescendo di numero. Ora conta nr.6900 abitanti. L'economia belluschese fino a pochi decenni fa era basata esclusivamente sull'agricoltura: coltivazione dei cereali e allevamento del baco da seta. Oggi prevale l'attività industriale che si è sviluppata intorno a piccole e medie aziende che interessano il ramo tessile, metallurgico, delle materie plastiche ed elettronico.
 Bellusco viene nominato per la prima volta in un atto di permuta di beni tra il vescovo di Bergamo Adalberto e il nobile lnselberto rogato nell'anno 898, e appare con la grafia 'Belusco'. La spiegazione dei termine è incerta e la difficoltà nasce dalla varietà delle ipotesi che si possono avanzare. E’ opinione comune che la maggior parte delle località lombarde deve il proprio nome a quello dell'antico proprietario del un fondo su cui si sarebbe poi sviluppato l'abitato. A tale proposito Dante Olivieri nel 'Dizionario di Toponomastica Lombarda' suppone che Bellusco derivi dal nome romano 'Bello' con l'aggiunta dei suffisso -usco. In un articolo apparso nel 1966 sulla rivista 'Brianza', Virginio Riva propende invece per 'Bellus lucus', accennando all'esistenza di un bosco sacro ('Iucus') e ameno nel luogo in cui sarebbe sorto Bellusco. Si potrebbe supporre anche una derivazione da 'beluarum locus' (luogo delle fiere), in rapporto con il carattere selvaggio e insidioso dei territorio. Il nome Bellusco potrebbe essere una forma contratta di 'Beleni lucus', bosco sacro di Beleno, nome di una divinità celtica del ceto rurale padano corrispondente ad Apollo. Tale ipotesi potrebbe essere avvalorata dall'esistenza di una frazione detta 'Bellana' e dal fatto che numerosi toponimi lombardi- veneti si rifanno ad antiche divinità locali, come Mercurago da Mercuriacum, Bergamo da un dio preromano detto Bergimus, Albano dal dio Aponus. L'ipotesi non è azzardata se consideriamo che la toponomastica lombarda è così eterea, che non esclude il bello anche se non è rigorosamente comprovato. Non è presunzione se un oscuro paese della Brianza vanta le proprie origini da un altrettanto oscuro dio celtico. Dal IX sec. Bellusco assume nei documenti diverse grafie, alcune ricorrenti, altre curiose, dovute con ogni probabilità a un errore di trascrizione o all'ignoranza di chi ha rogato il documento. In una pergamena dei 998, in cui il vescovo di Tortona Liutfredo vende alcuni beni al duca Ottone, appare il luogo di “Beluscio”'. Nel testamento del Luglio 1064 Unfredo detto Trolia, commerciante di Vimercate, lascia alla chiesa plebana di S. Stefano un campo situato 'in vico et fundo Bellusco'. Nel 1901 incontriamo la forma 'Billusco' nella relazione di un 'placito' tenuto a Bergamo dal Conte Corrado. In un atto firmato a Milano il 25 agosto 1097 compare tra i testimoni un certo 'Paganus de Beluxo', cittadino cremonese. In un documento del 1113 si parla di Gotofredo, figlio del fu Ullifredo, 'de loco qui dicitur Beusco sito Martexana'. La forma attuale 'Bellusco' la ritroviamo nel diploma dell'imperatore Federico I Barbarossa del 27 aprile 1162, che riferisce i nomi dei luoghi posseduti in feudo dall'abbazia benedettina di S. Pietro di Cividate. Nel 1191, in un atto di cessione di fondi, compare come teste un certo 'Gìnixmerius qui dicitur de Belusco'. Da allora fin quasi ai nostri giorni le due forme 'Belusco' e 'Bellusco' si sono alternate con singolare regolarità, finché quest'ultima ha finito per prevalere. Nel 1903 don Carlo Pellegrini redigeva le vicende storiche di 'Belusco' e avvertiva il lettore che "gli antichi scrivevano il nome dei nostro paese con una L sola, i moderni preferiscono raddoppiarla. La forma antica è certamente più esatta, risponde all'etimologia del nome e si conserva inalterata nel nome della famiglia Beluschi. La moderna è più nota e più usata.